InOneAllMovie, Paolo Lipari al Teatro del Falcone di Palazzo Reale
Incomincia oggi la mostra “InOneAllMovie” di Paolo Lipari
Memoria/e è il titolo di un laboratorio interdisciplinare in corso presso l’Università di Genova con l’intento di approfondire uno dei grandi temi del dibattito culturale contemporaneo: la memoria, appunto. L’analisi storica, teorica e metodologica del tema viene declinata attraverso percorsi diversi, allo scopo di intercettare e approfondire questioni cruciali come quelle dell’archivio, del canone, del rapporto tra storia e memoria collettiva e dei processi contemporanei di registrazione del passato. Ideato e diretto dal prof. Luca Malavasi (Storia e Critica del Cinema, Critica Cinematografica) e dalla prof.ssa Paola Valenti (Metodologie per lo studio dell’Arte Contemporanea, Storia della Scultura in età contemporanea), il laboratorio prevede un ciclo di lezioni e di incontri con docenti, artisti e professionisti del settore.
In tale contesto si colloca l’allestimento della mostra InOneAllMOvie di Paolo Lipari, a Genova presso le sale di Palazzo Reale. Il lavoro di Lipari viene riconosciuto e letto come un’operazione mediale complessa, attuale e ricca di rimandi agli studi contemporanei sulla memoria e sulla convergenza mediale. A fianco della mostra, in università, si svolgerà un workshop e lo stesso Lipari terrà una lezione.
Paolo Lipari (Como, 1958), autore di corti, mediometraggi e documentari (premiati in festival italiani e internazionali), si dedica anche alla formazione di giovani videomaker, alla direzione di eventi culturali (Il Cinema italiano – Festival a Como) e alla realizzazione di progetti artistici incentrati sul destino del cinema nell’era digitale. Lipari espone per la prima volta a Genova il progetto InOneAllMovie. Il percorso espositivo pensato e realizzato per il Teatro del Falcone offre allo spettatore una nuova e inedita rappresentazione dello spazio della sala cinematografica e della visione stessa del film. Le opere del ciclo InOneAllMovie nascono da una serie di riflessioni dell’artista che investono direttamente il film, il suo supporto, la velocità di proiezione e la percezione dello spettatore. Lipari interviene sulla pellicola, modificando consapevolmente la forma ultima del film. Il dissidio tra la forma e il suo apparire viene risolto da una semplice e allo stesso tempo geniale intuizione: comprimere il film, rendendolo tutto percepibile in un solo fotogramma, ottenuto grazie al progressivo aumento della velocità di scorrimento. L’opera di Lipari dunque lavora anche sulle coordinate spazio temporali del film: quello che normalmente si svolge, dura, sullo schermo alla velocità costante di ventiquattro fotogrammi al secondo viene fermato e ridotto al tempo di un solo frame e circoscritto nello spazio di un unico quadro. L’artista interviene sulla pellicola con l’ausilio della tecnologia digitale e trasforma infine il film in una sorta di fotografia. Dal lavoro dell’artista viene investito il rapporto memoriale fra spettatore e film: lo spettatore cerca nella nuova forma elementi che rimandino alla forma conosciuta e memorizzata, creando una serie di riferimenti e connessioni che varia incessantemente da persona a persona, da film a film. Nel corso degli anni, l’esperimento di Lipari è diventato un ciclo corposo, fanno parte di InOneAllMovie: Amarcord, Otto e mezzo, Apocalypse Now, La donna che visse due volte, Psycho, Il favoloso mondo di Amélie, Kill Bill vol. 1, Kill Bill vol. 2, Blade Runner, Shining, The Wall, La vita è bella, I misteri del giardino di Compton House, Zabriskie Point, Hero). L’acronimo del titolo del ciclo di opere, InOneAllMovie, nasconde una precisa dichiarazione d’affetto dell’artista: IO AMO. Lo stesso Lipari racconta di pensare anche «a chi ha amato un film, e lo amerà per sempre», quando realizza attraverso queste sue opere un’ulteriore «possibilità di possedere il film, appendendolo alla parete come un ritratto caro».



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